Dieci anni di Coop sociale Ippocampo: la rivoluzionaria della dislessia
Vimercate, Attualità - MB News 4 maggio 2026 - Valeria Pinola
“Le cose non succedano mai per caso, a volte sembra che la realtà ti dica che quella cosa devi assolutamente farla”.

La coop sociale onlus Ippocampo di Vimercate, attiva nel mondo della dislessia e dell’educazione dei ragazzi, ha festeggiato i 10 anni di vita. Lo ha fatto con un animato evento sociale a fine aprile. E con un racconto, quello della presidente Gabriola Chetta, che trasforma la storia della onlus in un’avventura appassionante come un romanzo. Fatta di esperienza personale, di coraggio, di studio, di capacità di ribaltare le prospettive. Di rivoluzione.
La coop sociale Ippocampo di Vimercate ha una sede in via Ronchi nella quale organizza aiuto compiti, tutoring DSApp, potenziamento cognitivo, corsi per strumenti e strategie, campus estivi, supporto all’istruzione parentale, progetti web, “corsi di sopravvivenza dislessica” e una vera e propria scuola (secondaria di primo grado), con programmi didattici allineati a quelli ministeriali e guida all’esame di stato da sostenere presso altri istituti del territorio.

Una Storia partita da lontano
“Tutto è partito un po’ dalla mia esperienza personale e dall’iniziativa di un gruppo di genitori all’ex asilo San Giuseppe di Arcore. Quello è stato il primo passo di un percorso che 10 anni fa ci ha portati a fondare Ippocampo”. Gabriola Chetta, dislessica e con una figlia dislessica, è un personaggio all’apparenza semplice e genuino. Bastano 10 minuti di conversazione per scoprirne energia, autoironia e determinazione fuori dal comune. Ha scritto e stampato una fiaba autobiografica, “Ghibula”, che riassume così: “questa è la storia di una bambina che sapeva di essere speciale, ma non ci credeva”. Che poi è la missione di Ippocampo: potenziare le strategie e l’autostima dei ragazzi (non solo dislessici). Ragazzi che non hanno bisogno di assistenza, ma di un mondo educativo che ne comprenda i diversi meccanismi mentali: molto più visivi e olistici, non sempre affini al sistema scolastico.
Cambio di prospettiva: la dislessia non è un disturbo
“Quando è emersa la dislessia di mia figlia – racconta Chetta, laureata in biologia – ho iniziato a studiare, seguire corsi con l’Associazione Italiana Dislessia, approfondire. E’ così che ho scoperto che l’informatica per i ragazzi dislessici è uno strumento utilissimo. Le presentazioni a slide, per esempio, oggi molto diffuse, sono un sistema che si adatta molto bene alle modalità di ‘funzionamento’ DSA”. Informatica, slide, mappe mentali: niente di troppo strano, niente che non si riveli utile anche per chi non è dislessico, niente che non possa essere utilizzato per tutta la classe, in modo inclusivo. Sono nati da queste consapevolezze diversi corsi e attività della coop Ippocampo di Vimercate fino a quando, nel 2016, Gabriola Chetta non ha trovato il coraggio di bussare alla porta dei Lions di Vimercate per presentare il suo metodo, incontrando una risposta positiva. Oggi i Lions sono in consiglio d’amministrazione.
Ma il vero salto per la coop Ippocampo di Vimercate è arrivato con un altro slancio di coraggio di Chetta, della psicologa, del team: perché non aprire una vera e propria scuola? Obiettivo: combattere l’abbandono scolastico e l’isolamento in cui talvolta i ragazzi dislessici finiscono, faticando a trovare un equilibrio nella realtà scolastica che frequentano. Fornire strumenti per valorizzare le capacità e incanalarle.
“Non ci credevo. Ma le cose non capitano mai per caso”
“Credo che le cose non succedano mai per caso – dice la presidente – a volte sembra che la realtà ti dica che quella cosa devi assolutamente farla”. Era agosto e Ippocampo iniziava a cercare una sede. In via Ronchi a Vimercate c’era già una scuola (Fondazione Green) alla quale Chetta intendeva chiedere se avesse spazi liberi per qualche fascia oraria. “Ma quando a settembre finalmente mi hanno risposto – racconta – mi hanno detto che si stavano trasferendo e che ci avrebbero lasciato tutta la sede. Sono andata a vedere la struttura e mi hanno proposto di lasciarmi anche le Lim, ‘siamo piccoli, non abbiamo risorse sufficienti’, ho risposto. Ma quello era un regalo. E così anche gli arredi. Non ci credevo”. Però era tutto vero e oggi, Ipposchooling, per cinque ore al giorno accoglie prima, seconda e terza media con 18 ragazzi in tutto.
Qui le verifiche sono dei tornei a punteggi che entusiasmano i ragazzi facendo pesare meno il concetto del voto. C’è il giardino, il calcetto all’ingresso e tanta informatica. Poi, alla fine di ogni anno, i ragazzi sostengono un esame per verificare l’allineamento al programma didattico. Nel team non solo docenti ma anche 3 psicologhe che seguono la crescita dei ragazzi più dal punto di vista emotivo.

Ippocampo a Vimercate: non solo scuola
Nei pomeriggi proseguono i corsi e le attività della coop Ippocampo di Vimercate, come gli StraCompiti (supporto ai compiti con ragazzi dislessici delle scuole superiori nei panni di tutor junior), DattiloRap, IppoClub (un posto dove andare, con spazio libero o attività strutturate) o ripetizioni mirate individuali. E ora che l’estate si avvicina è tempo di iscrizione ai centri estivi con progetti interessanti come quello sul metodo di studio, attraverso l’organizzazione di uno spettacolo teatrale.
Novità: le borse di studio
La sede di via Ronchi sembra un’isola felice, un posto dove succedono cose bellissime ma c’è sempre un “ma”. In questo caso è quello economico: “siamo una realtà piccola – spiega la presidente Gabriola Chetta – le spese sono alte, il personale molto qualificato e le risorse contenute. Per questo tutto quello che facciamo è sempre a pagamento”. Proprio con questa consapevolezza, in occasione della festa dei 10 anni è stata annunciata una novità: le borse di studio. “Abbiamo bussato a un po’ di porte e abbiamo trovato il primo finanziatore nella Brevetti Stendalto di Monza – racconta la presidente – con 4mila euro all’anno, per tre anni, potremo offrire opportunità di accesso a Ipposchooling a uno o due ragazzi per il triennio della secondaria”.
E chissà che non diventi una positiva “staffetta” tra imprenditori della Brianza…

